I rapporti di cattivo vicinato II: Molestia o disturbo alle persone (art. 660 c.p.)

Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino ad € 516”(art. 660 c.p.).

La norma in esame punisce la condotta di chi in maniera insistente, fastidiosa e riprovevole interferisce in modo indiscreto ed invadente nella sfera dell’altrui libertà e quiete privata.

Il reato sussiste se soddisfatto il requisito della pubblicità del luogo o se la condotta viene posta in essere mediante telefono, per cui integrano il reato non solo le chiamate ma anche l’invio di sms.

Il reato in esame differisce da quello di atti persecutori di cui all’art. 612 bis c.p., posto che per quest’ultimo è necessario il verificarsi di un danno, consistente nel cambiamento delle proprie abitudini di vita o nel perdurante stato d’ansia o, in alternativa, nel fondato timore di un pericolo per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da relazione affettiva. Trattasi di contravvenzione per la quale può essere avanzata istanza di oblazione ai sensi dell’art. 162 bis c.p., che, se accolta dal giudice, estingue il reato.