PILLOLE di ..231

Cos’è il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo?

Il Modello previsto dal D. Lgs. n. 231/01 è un documento finalizzato a prevenire la commissione dei reati di cui agli artt. 24 ss. del Decreto, attraverso l’individuazione di procedure idonee ad evitare il rischio di commissione dei suddetti reati. L’adozione del Modello da parte delle Società comporta notevoli vantaggi a livello processuale: infatti, l’art. 6 del Decreto prevede che l’Ente sia esente da responsabilità per uno dei reati commessi da un soggetto apicale o da un dipendente nell’interesse o a vantaggio della società, laddove si dimostri l’adozione e l’attuazione efficace del MOG.

 

L’Ente è sempre responsabile in caso di contestazione di uno dei reati previsti dal Decreto?

Oltre all’ipotesi citata (aver adottato ed efficacemente attuato il MOG prima della commissione del reato), l’Ente è esente da responsabilità, ai sensi dell’art. 6 del Decreto, quando:

  • ha affidato ad un Organismo, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello nonché di curarne l’aggiornamento;
  • il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il MOG;
  • non vi è stata omessa o carente vigilanza da parte dell’OdV.

 

Quando si applica la sanzione amministrativa pecuniaria?

Ai sensi dell’art. 10 del Decreto, per l’illecito amministrativo dipendente da reato si applica sempre la sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione pecuniaria viene applicata per quote in un numero non inferiore a cento né superiore a mille. L’importo di una quota va da un minimo di € 258,23 ad un massimo di € 1549,37.Non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

 

Quali sanzioni si applicano all’Ente?

  1. Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reatosono:
  2. a) la sanzione pecuniaria;
  3. b) le sanzioni interdittive;
  4. c) la confisca;
  5. d) la pubblicazione della sentenza.
  6. Le sanzioni interdittive sono:
  7. a) l’interdizione dall’esercizio dell’attività;
  8. b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
  9. c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
  10. d) l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;
  11. e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.   

A norma dell’art. 12 del Decreto, le sanzioni pecuniarie possono essere ridotte. Il successivo art. 13 stabilisce che:

  1. Le sanzioni interdittive si applicano in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste, quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
  2. a) l’ente ha tratto dal reatoun profitto di rilevante entità e il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all’altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative;
  3. b) in caso di reiterazione degli illeciti.
  4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 25, comma 5, le sanzioni interdittive hanno una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.
  5. Le sanzioni interdittive non si applicano nei casi previsti dall’articolo 12, comma 1.

Infine, l’art. 17 prevede che “Ferma l’applicazione delle sanzioni pecuniarie, le sanzioni interdittive non si applicano quando, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, concorrono le seguenti condizioni:

  1. a) l’ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si è comunque efficacemente adoperato in tal senso;
  2. b) l’ente ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  3. c) l’ente ha messo a disposizione il profitto  conseguito ai fini della confisca.”