Cass. Civ., ORDINANZA N. 3723/2026, pubblicata il 19 febbraio 2026

May 18, 2026

Cassazione-civile-ordinanza-3723-2026 – oscurata : La Suprema Corte, accogliendo il Ricorso da me presentato avverso il provvedimento con cui la Corte di Appello rigettava il reclamo proposto contro il decreto provvisorio con cui il Tribunale per i minorenni disponeva l’affido etero familiare di due minori, sancisce la necessarietà dell’ascolto dei minori (e l’obbligo di motivare la decisione di non sentirli) e la obbligatorietà di una previa valutazione, multidisciplinare e terza, nonchè recente, in ordine alla doverosità di tale decisione, che, seppur provvisoria, rescinde il legame tra i minori e la madre.

Per me questa ordinanza è stata come un parto: per la fatica del Ricorso per Cassazione, per l’attesa (più di 8 mesi!), per la speranza, per la gioia quando l’ho letta (pieno accoglimento dei 5 motivi di Ricorso!); soprattutto, è stata come un parto, perchè dietro ci stanno persone vere, ci stanno bambini mai ascoltati, una mamma mai davvero valutata, una famiglia disposta ad aiutarli, ma mai valutata neppure essa.

Ci sta un allontanamento, dietro questa ordinanza, di due bimbi dalla loro mamma, con una sofferenza tale per tutti, che tutte le volte che ci penso, mi chiedo come sia possibile che in Italia, nel 2026, si debba fare una fatica del genere, per sentire riconoscere che un allontanamento, per quanto deciso in via provvisoria -come nel caso de quo-, opera una tale recisione del legame madre-figli (essendo “diretto a spezzare, significativamente, il legame tra genitrice e figli”) che non può essere disposto se non dopo avere ascoltato i minori (o aver adeguatamente motivato in ordine alla decisione di non ascoltarli) e solo dopo aver effettivamente accertato che sia l’unica soluzione possibile, nel contraddittorio delle parti, tramite una valutazione “multidisciplinare” effettuata “da professionisti competenti e terzi rispetto alle parti”, che non possono individuarsi “nei Servizi sociali a cui il minore è stato affidato(!).

Cosa è stato fatto “nel supremo interesse dei minori”?! A mio parere, nulla.

E il problema è che questa ordinanza è solo l’inizio: di un altro procedimento, di tempi lunghi (infiniti, per chi c’è in mezzo), di minori che intanto crescono, lontani dalla madre e che ancora non sono stati ascoltati, di accertamenti che chissà se e quando verranno disposti.

Voglio credere che chi dovrà in futuro decidere, lo farà nel pieno rispetto di quanto disposto dalla Suprema Corte; ma rimane il problema che ci sono procedimenti (e quindi persone) che, nel frattempo, avrebbero bisogno di un’attenzione e di una celerità che, purtroppo, non trovano.

E il danno è grande.