Processo penale telematico e responsabilità amministrativa dell’ente…ultime partecipazioni

-Partecipazione al webinar: “Processo penale telematico: novità normative e tecniche di deposito”, organizzato da Giuffrè Francis Lefebvre in data 18 febbraio 2021.

-Partecipazione al webinar “La responsabilità amministrativa dell’ente dalle origini al futuro: un percorso guidato tra storia, Costituzione, fonti sovranazionali e prospettive; Natura,destinatari e autonomia della responsabilità amministrativa dell’ente”, organizzato da Unione delle Camere penali italiane in data 29 gennaio 2021.

-Partecipazione al webinar: “L’elemento soggettivo dell’illecito amministrativo dell’ente: la colpa in organizzazione; L’elemento oggettivo dell’illecito amministrativo dell’ente: gli apicali e i sottoposti; l’interesse e il vantaggio”, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 12 febbraio 2021.

-Partecipazione al webinar:” Dalla sanzione al premio: un percorso guidato tra varie tipologie di sanzioni amministrative, casi di riduzione, sostituzioni e condotte riparatorie; Le varie tipologie di confisca presenti all’interno del D.Lgs. 231/2001″, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 26 febbraio 2021.

-Partecipazione al webinar: “Il modello di organizzazione e di gestione in prospettiva statica: tipologie e contenuti variabili; Il modello di organizzazione e di gestione nella prospettiva dinamica: il modello di organizzazione e di gestione come nuovo mezzo di prova e la sua valutazione; L’organismo di vigilanza: aspetti sostanziali e attività operative”, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 12 marzo 2021.

-Partecipazione al webinar: “Responsabilità dell’ente e reati contro la Pubblica Amministrazione ai danni dello Stato; Responsabilità dell’ente e reati societari”, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 26 marzo 2021.

Conviventi more uxorio e carta di soggiorno: “ll mio partner è straniero, come può ottenere il permesso di soggiorno?”

Interessante pronuncia del Tribunale di Modena (Decreto 370/2020 del 7 febbraio 2020) che garantisce il “diritto all’unità familiare, costituzionalmente garantito” per quelle coppie, sempre di più, formate da cittadino italiano e partner extracomunitario, privo di permesso di soggiorno o con permesso in scadenza.

Si creava in questi casi un empasse nel procedimento di regolarizzazione e della convivenza e del partner straniero, perchè, anche nel caso in cui la coppia fosse unita da un regolare contratto di convivenza, l’anagrafe  non procedeva a registrare tale contratto per mancanza del requisito dell’iscrizione anagrafica previsto dall’art. 1 c. 37  della L. 76/2016 e la Questura non rilasciava il documento di soggiorno per mancanza della registrazione del contratto di convivenza, ai sensi del D. Lgs. 30/2007, artt. 3 c. 2 lett. b) ed art. 9, c. 5 5, lett. c-bis.

Il Tribunale di Modena, riconoscendo l’irreparabilità e la gravità del pregiudizio derivabile dalla possibile espulsione del partner straniero, ha ordinato al Comune competente di procedere con l’iscrizione anagrafica del partner straniero e l’annotazione del contratto di convivenza.

E’ pertanto ora possibile, per le coppie conviventi more uxorio, formate da un cittadino italiano ed uno straniero, rivolgersi ad un avvocato o ad un notaio per “sancire” la propria stabile unione in un contratto di convivenza, che l’avvocato o il notaio provvederà, nei 10 giorni successivi, ad inoltrare all’anagrafe competente chiedendo la registrazione.

Fatto ciò, il partner straniero potrà rivolgersi alla Questura per chiedere la carta di soggiorno quale familiare extra UE di cittadino italiano, ai sensi del D. lgv. 30/2007.

 

 

PILLOLE di ..231

Cos’è il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo?

Il Modello previsto dal D. Lgs. n. 231/01 è un documento finalizzato a prevenire la commissione dei reati di cui agli artt. 24 ss. del Decreto, attraverso l’individuazione di procedure idonee ad evitare il rischio di commissione dei suddetti reati. L’adozione del Modello da parte delle Società comporta notevoli vantaggi a livello processuale: infatti, l’art. 6 del Decreto prevede che l’Ente sia esente da responsabilità per uno dei reati commessi da un soggetto apicale o da un dipendente nell’interesse o a vantaggio della società, laddove si dimostri l’adozione e l’attuazione efficace del MOG.

 

L’Ente è sempre responsabile in caso di contestazione di uno dei reati previsti dal Decreto?

Oltre all’ipotesi citata (aver adottato ed efficacemente attuato il MOG prima della commissione del reato), l’Ente è esente da responsabilità, ai sensi dell’art. 6 del Decreto, quando:

  • ha affidato ad un Organismo, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello nonché di curarne l’aggiornamento;
  • il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il MOG;
  • non vi è stata omessa o carente vigilanza da parte dell’OdV.

 

Quando si applica la sanzione amministrativa pecuniaria?

Ai sensi dell’art. 10 del Decreto, per l’illecito amministrativo dipendente da reato si applica sempre la sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione pecuniaria viene applicata per quote in un numero non inferiore a cento né superiore a mille. L’importo di una quota va da un minimo di € 258,23 ad un massimo di € 1549,37.Non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

 

Quali sanzioni si applicano all’Ente?

  1. Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reatosono:
  2. a) la sanzione pecuniaria;
  3. b) le sanzioni interdittive;
  4. c) la confisca;
  5. d) la pubblicazione della sentenza.
  6. Le sanzioni interdittive sono:
  7. a) l’interdizione dall’esercizio dell’attività;
  8. b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
  9. c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
  10. d) l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;
  11. e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.   

A norma dell’art. 12 del Decreto, le sanzioni pecuniarie possono essere ridotte. Il successivo art. 13 stabilisce che:

  1. Le sanzioni interdittive si applicano in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste, quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
  2. a) l’ente ha tratto dal reatoun profitto di rilevante entità e il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all’altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative;
  3. b) in caso di reiterazione degli illeciti.
  4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 25, comma 5, le sanzioni interdittive hanno una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.
  5. Le sanzioni interdittive non si applicano nei casi previsti dall’articolo 12, comma 1.

Infine, l’art. 17 prevede che “Ferma l’applicazione delle sanzioni pecuniarie, le sanzioni interdittive non si applicano quando, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, concorrono le seguenti condizioni:

  1. a) l’ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si è comunque efficacemente adoperato in tal senso;
  2. b) l’ente ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  3. c) l’ente ha messo a disposizione il profitto  conseguito ai fini della confisca.”

 

 

 

 

COLLABORIAMO?!

Cerco collaboratore/collaboratrice praticante forense, animato/a dalla voglia di imparare “sul campo” gli svariati aspetti della Professione di Avvocato, senza smettere di studiare e di rimanere aggiornato/a, assieme a me ed agli altri componenti dello Studio.

E’ mio interesse offrire e mantenere un ambiente di lavoro sereno, piacevole e stimolante.

Ti aspetto!

Convegni, partecipazioni, seminari di aggiornamento

Quasi a chiusura di questo anno, in cui siamo stati catapultati dagli incontri in presenza ai webinar, alcuni degli eventi a cui ho partecipato:

  • ” L’accesso agli atti e alle Banche dati della Pubblica Amministrazione, quali strumenti istruttori nei processi di famiglia”, organizzato dall’Osservatorio Nazionale in diritto di famiglia, Sezione di Modena, in Modena, presso la Residenza San Filippo Neri. 23 gennaio 2020;
  • “Processo penale alla prova dell’emergenza sanitaria: nuove tecnologie e diritti di garanzia”, organizzato dalla Camera Penale di Modena, Webinar del 10 aprile 2020.
  • “La difesa penale in Cassazione: Modulo 1”, organizzato da Fondazione Forense di Bologna, Webinar del 16 giugno 2020;
  • “La difesa penale in Cassazione: Modulo 2”, organizzato da Fondazione Forense di Bologna, Webinar del 23 giugno 2020;
  • “L’attuazione dei provvedimenti non economici del giudice della famiglia”, Organizzato da AIAF Emilia Romagna, 16 novembre 2020, webinar;
  • “Violenza di genere: i vari volti della violenza sulle donne, da vittime a imputate”, organizzato dall’Ordine degli avvocati di Modena, Webinar del 26 novembre 2020;
  • “Liberiamoci dalle mafie”, organizzato dal Comitato Unitario delle Professioni di Modena, Webinar del 4 dicembre 2020;
  • “Il contributo economico nel processo di famiglia e sua quantificazione”, organizzato dall’Osservatorio Nazionale di diritto di famiglia, Webinar del 7 dicembre 2020.

BANCAROTTA? NO, GRAZIE!

La resilienza del buon imprenditore alla fine premia, se supportata da una difesa mirata ed efficace.

La vicenda seguita dallo Studio Legale dell’Avvocato Annalisa Tironi trae le sue origini dalla contestazione dei reati di bancarotta fraudolenta documentale e semplice (artt. 216, co. 1 n. 2 e 217, co. 1 n. 4 ) al Presidente ed al Vice Presidente di un’azienda del modenese.

In particolare, a parere degli inquirenti, la prima figura di reato contestata consisteva nell’aver tenuto il registro dei beni ammortizzabili in modo tale da rendere impossibile la ricostruzione dei beni della società fallita; la bancarotta semplice, invero, secondo la tesi accusatoria, consisteva nell’aver aggravato il dissesto societario, astenendosi dal richiedere per tempo la dichiarazione di fallimento della società, nonostante la medesima, già da tempo, versasse in grave stato di difficoltà.

La Difesa ha rilevato (avvalendosi  di un Consulente tecnico dalla stessa nominato) che, per quanto riguarda il registro dei beni ammortizzabili, esso non appartiene all’elenco delle scritture contabili obbligatorie ai sensi dell’art. 2214 c.c., per cui la mancanza o mal tenuta dello stesso non può rappresentare elemento oggettivo del reato di bancarotta fraudolenta; ad ogni qual modo, la Difesa ha documentato come fosse stato possibile ricostruire l’andamento economico della società ed, attraverso le schede contabili della società, la consistenza patrimoniale della stessa.

In ordine al secondo punto del capo d’imputazione, la Difesa ha rilevato, anche attraverso l’interrogatorio del Presidente del Cda, attraverso l’escussione, ad indagini difensive, della responsabile amministrativa dell’azienda e del precedente legale che curava gli aspetti civilistici della società ed attraverso numerose produzioni documentali, come il “grave stato di difficoltà” in cui versava l’Azienda all’epoca incriminata, non coincidesse con un vero e proprio stato d’insolvenza, cui avrebbe dovuto far seguito l’istanza di fallimento.

Tanto emergeva dall’esame delle scritture contabili, che permetteva di posticipare, rispetto all’imputazione, in epoca assolutamente prossima all’istanza di fallimento lo stato di decozione della società.

A medesima conclusione la Difesa giungeva documentando come l’azienda poi fallita vantasse, nel periodo in cui, secondo il PM, sarebbe stata in grave difficoltà, un cospicuo portafoglio clienti ed avesse attuato precise scelte societarie per risollevare il proprio andamento; altresì, la Difesa provava come l’inesigibilità dei crediti non fosse nota al Presidente ed al Vice Presidente al momento della loro iscrizione e come gli stessi avessero cercato, anche per il tramite di garanzie personali, di ottenere dei finanziamenti per la società.

Il consulente di parte, poi, escludeva che la prosecuzione dell’attività avesse aggravato il dissesto, dimostrando invero come avesse comportato dei benefici in termini di riduzione del passivo totale della società fallita.

All’Udienza Preliminare la Difesa sceglieva di celebrare il processo con il rito abbreviato ed il Giudice accoglieva in toto la tesi difensiva, pronunciando assoluzione con formula pienaperché il fatto non sussiste”.

Emilia Romagna: fase 2 o fase 3?!

Mi pare di essere già in una fase 3, anche se si chiama 2.

Dal 4 maggio ad oggi c’è stata una evoluzione incessante, continua, repentina (spero non troppo!).

Il 5 maggio ho dovuto praticamente obbligare i miei figli ad oltrepassare il cancello di casa, nel quale erano rinchiusi da mesi, per un pò di sport, solo tra noi, all’aria aperta.

Ieri ci siamo concessi il lusso di fermarci a prendere un gelato ed abbiamo anche trovato i tavolini fuori dalla gelateria..ero quasi scioccata da cotanta normalità!

Con l’ordinanza n. 82 del 17 maggio 2020 del Presidente della Regione Emilia Romagna abbiamo di colpo riacquistato piena libertà di movimento all’interno della nostra Regione e la riapertura, al più tardi prorogata al 25 maggio p.v., di quasi tutti i settori.

Sono alle porte accordi per gli spostamenti tra le regioni  confinanti..attendiamo..intanto..mi par di sognare!

Speriamo bene!

 

 

FINALMENTE RIPARTONO LE UDIENZE!

Che poi che cos’è un avvocato senza le udienze?!

…Covid, fase 2. In Italia se ne parla già dal 4 maggio, ma nel mondo giustizia la fase 2 è iniziata l’11 maggio, quando -finalmente, dico io!- sono riniziate le udienze.

Poche, a dire il vero, secondo le disposizioni impartite dal Presidente del Tribunale di Modena, come già da me indicato nel post del 23 aprile u.s., che si può trovare nel mio blog (https://www.avvocato-modena.com/wp-admin/post.php?post=835&action=edit).

Ma piano piano si rinizia, anche se siamo in attesa delle effettive disposizioni relative alle udienze per i mesi di giugno e luglio.

Io ho fatto tre udienze via teams e devo dire che, se certo non può essere un mezzo adeguato per le udienze più complesse, lo trovo invece utile per quelle di rapida celebrazione, con numero di parti limitate e senza testi..in alcuni di questi casi l’utilizzo di teams non compromette la difesa e consente un notevole risparmio di tempo, favorendo quindi la possibilità, in attesa dell’udienza, di dedicarsi ad altri fascicoli (senza doversi portare dietro in Tribunale una mole di lavoro notevole).

Noi avvocati abbiamo anche ricevuto, da parte del nostro Consiglio dell’Ordine, in vista della ripartenza, due protocolli sottoscritti con il Tribunale e la Procura, che disciplinano l’accesso alle Cancellerie, prevedendo dei servizi digitali sinora-ahimè- sconosciuti al mondo del procedimento penale….un grande plauso ai Consiglieri che si sono prodigati e l’auspicio che l’accesso telematico alle cancellerie possa continuare anche dopo questa fase emergenziale!

 

 

GRATUITO PATROCINIO

Quanto costa affrontare un processo per difendersi e/o per tutelare i propri diritti ed interessi legittimi? Cosa prevede la legge per i non abbienti?

L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, meglio nota come gratuito patrocinio, trova fondamento normativo nella Costituzione italiana, che all’art. 24 prevede che “sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione” e nel DPR 115/02 che nella parte III disciplina l’istituto de quo.

L’art. 74 del T.U. sulle spese di giustizia stabilisce che “è assicurato il patrocinio nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

E’, altresì, assicurato il patrocinio nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del cittadino non abbiente quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate”.

Si delinea , pertanto, una prima differenza tra processo penale e processo civile, secondo cui nulla quaestio per il primo, mentre in ambito civile le pretese non devono essere manifestamente infondate.

E’ possibile, quindi, richiedere di essere ammessi al gratuito patrocinio per ogni stato e grado del giudizio e per le eventuali procedure connesse.

In caso di rigetto della domanda di ammissione, l’interessato può proporre ricorso, entro venti giorni dalla notifica del provvedimento, davanti al presidente del Tribunale o al presidente della Corte d’Appello ai quali appartiene il magistrato che ha emesso il decreto di rigetto.

Allo stesso modo, il Magistrato competente può emettere decreto di revoca del beneficio laddove siano venuti meno i requisiti e sussistano , quindi, le condizioni di cui all’art. 112 T.U.

Avverso tale provvedimento è  possibile, altresì, proporre ricorso.

Lo Stato ha, in ogni caso, diritto di recuperare in danno dell’interessato le somme eventualmente pagate successivamente alla revoca del provvedimento di ammissione (art. 86 DPR 115/02).

Una volta ammessi al gratuito patrocinio, alcune spese sono gratuite, altre sono anticipate dall’Erario.

L’ammissione al patrocinio è, invece, esclusa – a norma dell’art. 121 DPR 115/02 – nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti.

Vi sono, infine, altre eccezioni alle norme finora esposte.

Ad esempio, nei procedimenti penali concernenti i reati di cui agli artt. 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale la persona offesa può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dalla legge.

Nei procedimenti che interessano i minori, il tutore o il curatore speciale possono chiedere di beneficiare dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle situazioni in cui il minore non disponga di reddito autonomo e /o si trovi in una situazione di conflitto di interessi con i propri genitori.

E’ bene, infine, che sin dal primo incontro l’avvocato durante il colloquio informi la persona della possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio e se lo stesso è iscritto nell’elenco apposito di cui si è già detto.

 

COVID-19: NUOVE MISURE IN VIGORE DAL 4 MAGGIO

E’ stato pubblicato ieri il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che indica, oltre a disposizioni specifiche per determinati settori, quali sono le misure che entreranno in vigore dal 4 maggio p.v. per fronteggiare l’epidemia da COVID-19 e che coinvolgeranno TUTTE le PERSONE sull’INTERO TERRITORIO NAZIONALE.

Ecco le principali:

  1. Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità (tra le quali gli spostamenti per incontrare congiunti), purchè venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie  respiratorie (art. 1.a);
  2. E’ fatto in ogni caso divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in una regione diversa da quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è consentito in ogni caso il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (art. 1.a);
  3. E’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o privati (art. 1.d);
  4. E’ consentito l’accesso ai parchi, alle ville ed ai giardini pubblici, a condizione che non si formino assembramenti e che venga rispettata la distanza interpersonale di un metro (art. 1.e);
  5. Non è consentita attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere attività sportiva o  motoria individualmente (o con accompagnatore per quanto riguarda i minori o le persone non autosufficienti), purchè nel rispetto di due metri di distanza interpersonale in caso di attività sportiva e di un metro per le altre attività (art. 1.f);
  6. Sono sospese le manifestazioni organizzate sia in luoghi pubblici che privati e le cerimonie civili e religiose; sono consentite le cerimonie funebri con al massimo 15 partecipanti  che indossino i dispositivi di sicurezza e rispettino la distanza interpersonale di un metro (art. 1.i);
  7. Rimangono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado (art. 1.k);
  8. E’ obbligatorio usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico; sono esonerati dall’obbligo i bambini sotto i 6 anni e e soggetti con forme di disabilità incompatibili con tale strumentazione (art. 3 comma 2).

L’art. 10 del Decreto prevede che si continuino ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni.

Al momento, quindi, in Emilia Romagna valgono ancora le disposizioni date dal Presidente della Regione; attendiamo la modifica anche di tali disposizioni.

 

 

IL CAPO FAMIGLIA

Qualche tempo fa, in treno, ero accanto a due signori, all’apparenza amici di lunga data ed, incolpevolmente, mi sono trovata ad ascoltare quello che si dicevano.

Uno dei due raccontava all’altro che il proprio figlio era in procinto di separarsi dalla moglie e ad un tratto, nel tentativo di affermare che il figlio si era sempre comportato correttamente, sia con la moglie che con i figli, esclamava:”E’ sempre stato proprio un buon capo famiglia!”.

A sentire tali parole sono trasalita, per un attimo, quasi come se quel signore avesse detto qualcosa di sconveniente o di vietato, tanto era che non sentivo usare il termine “capo famiglia”.

Stavo per dirglielo, che la parola “capo famiglia” non è più contemplata nel nostro ordinamento, che non va bene parlare di capo e che il marito e la moglie hanno gli stessi diritti e doveri.

Ma poi ho taciuto, anche per evitare che mi apostrofassero con un meritato “Si faccia i fatti suoi!” e ho iniziato a riflettere.

Ho pensato a quanto siamo politically correct, con il nostro “potestà genitoriale”, “genitore 1” e “genitore 2”, diritto del “collocatario” e diritto “di visita”, a quanto ci riempiamo la bocca dei diritti di tutti, in particolare di quelli che fanno più scalpore, ma quanto spesso viene calpestato uno dei diritti più naturali del mondo, quello del padre.

Pare quasi che, nella foga di eliminare il capo famiglia, lo abbiamo relegato sotto il piedistallo su cui abbiamo messo  la donna, a prescindere.

A quanti padri che sono bravi padri viene ancora oggi concesso un tempo per stare con i figli che è uno scarto se paragonato a quello concesso alla madre solo perchè è la madre?

Quante madri ancora oggi usano i figli come merce di scambio per ottenere solo di più, in termini economici, dal coniuge?

Quante madri negano in tutti i modi il diritto del padre di stare con i figli, a volte anche portandoli lontano?

I casi sono tanti, anche se i magistrati pare che stiano finalmente, negli ultimi tempi, virando verso il pari collocamento dei figli (mi sto riferendo alle situazioni normali ovvio), ma la strada da percorrere è ancora lunga per poter parlare davvero di uguaglianza tra padri e madri in caso di separazione, sia in termini di tempo da poter trascorrere con i figli, sia in termini economici.

Ed è una cosa che mi fa ribollire il sangue.

Credo che sia ora che la svolta arrivi e che noi avvocati dobbiamo fare di tutto per darvi impulso, innanzitutto piantandola di prendere per oro colato tutto ciò che ci rappresentano le nostre assistite, ma valutando bene caso per caso.

Smettiamola di far si che siano le varie Erodiade, con le loro trame, a fare la storia.

 

TRIBUNALE DI MODENA, FASE 2: LINEE GUIDA.

Sono state rese pubbliche ieri le linee guida assunte dal Tribunale di Modena per la trattazione delle udienze nel periodo successivo all’11 maggio p.v.

Nel settore penale, dal 12 al 31 maggio 2020 continueranno ad essere trattate solo le udienze considerate “urgenti” e poche altre espressamente indicate nelle linee guida.

Permane, pertanto, ahimè, un sostanziale stallo nella ripresa della giustizia penale, anche perchè le linee guida tacciono completamente in ordine alle modalità di ripresa delle attività di cancelleria e di accesso ai fascicoli o deposito atti (se non per le ipotesi sempre urgenti già contemplate in precedenza).

Auspico che quanto prima a noi avvocati arrivino indicazioni in merito.

Non sono ancora certe le linee relative ai mesi di giugno e luglio, che, al momento, prevedono:

per quanto riguarda le udienze del Tribunale: la celebrazione scaglionata delle udienze di smistamento e la celebrazione delle sole udienze di discussione o dibattimentali senza testimoni o con un numero massimo di 4 testimoni se urgenti; contrariamente al solito, le udienze verranno celebrate a porte chiuse.

  • per quanto riguarda le udienze del Gip/Gup: nessuna linea guida è data, per cui al momento pare che si celebreranno regolarmente (ciò probabilmente è dovuto al fatto che, trattandosi in questo caso di udienze in Camera di Consiglio e numericamente più contenute, ne è più facile la trattazione senza che si creino assembramenti).

Discorso a parte è riservato per le udienze del Giudice di Pace o per quelle del Tribunale che si celebrano nella sede del Giudice di Pace (procedimenti che derivano da opposizione a decreto penale di condanna): sono tutte sospese sino al 30 giugno 2020 (!).

 

 

 

NEW: UDIENZE SOSPESE SINO ALL’11 MAGGIO 2020

Rispetto ai precedenti post, segnalo che il D.L. di ieri  (D.L. 8 aprile 2020, n.23) ha prolungato la sospensione delle udienze e dei termini processuali sino all’11 maggio p.v., fatti salvi i casi “di urgenza”, per i quali le udienze comunque si celebreranno.

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento, contatterò telefonicamente o via mail chi ha udienze fissate a breve e sarà mia cura comunicare i rinvii dei procedimenti agli interessati non appena mi verranno notificati dall’Organo Giudiziario.