SPECIALIZZAZIONE SULLA RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELL’ENTE

Conseguito l’attestato del “Corso di Specializzazione sulla responsabilità amministrativa dell’ente: aspetti sostanziali, organizzativi, processuali – Le diverse classi di reato presupposto“!

Il Corso, organizzato dall’Unione Camere Penali Italiane, dalla Scuola di Alta formazione specialistica dell’Avvocato Penalista e dall’Osservatorio D.Lgs. 231/2001, si è articolato così:

I Incontro – Venerdì 29 gennaio 2021:

  1. La responsabilità amministrativa dell’ente dalle origini al futuro: un percorso guidato tra storia, Costituzione, fonti sovranazionali e prospettive;
  2. Natura, destinatari e autonomia della responsabilità amministrativa dell’ente.

II Incontro – Venerdì 12 febbraio 2021:

  1. L’elemento soggettivo dell’illecito amministrativo: la colpa in organizzazione;
  2. L’elemento oggettivo dell’illecito amministrativo dell’ente: gli apicali e i sottoposti ; l’interesse e il vantaggio.

III Incontro – Venerdì 26 febbraio 2021:

  1. Dalla sanzione al “premio” : un percorso guidato tra varie tipologie di sanzioni amministrative, casi di riduzione, sostituzioni e “condotte riparatorie”;
  2. Le varie tipologie di confisca presenti all’interno del D. Lgs. 231/2001.

IV Incontro- Venerdì 12 marzo 2021:

  1. Il modello di organizzazione e di gestione in prospettiva statica: tipologie e contenuti variabili;
  2. Il Modello di organizzazione e di gestione nella prospettiva dinamica: il modello di organizzazione e di gestione come nuovo mezzo di prova e la sua valutazione;
  3. L’organismo di vigilanza, aspetti sostanziali e attività operative.

V Incontro- Venerdì 26 marzo 2021:

  1. Responsabilità dell’ente e reati contro la Pubblica Amministrazione e ai danni dello Stato;
  2. Responsabilità dell’ente e reati societari.

VI Incontro – Venerdì 9 aprile 2021:

  1. Responsabilità dell’ente e delitti contro l’industria e il commercio;
  2. Responsabilità dell’ente, reati in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e reati ambientali.

VII Incontro – Venerdì 23 aprile 2021:

  1. Responsabilità dell’ente, delitti informatici e trattamento illecito dei dati;
  2. Responsabilità dell’ente, riciclaggio, autoriciclaggio e reati in materia tributaria.

VIII Incontro – Venerdì 7 maggio 2021:

  1. I profili soggettivi del procedimento di accertamento della responsabilità dell’ente: soggetti, giurisdizione e competenza;
  2. Dall’annotazione alla contestazione dell’illecito amministrativo.

IX Incontro – Venerdì 21 maggio 2021:

  1. Il sistema delle misure cautelari nel procedimento di accertamento della responsabilità dell’ente;
  2. L’accertamento dell’illecito amministrativo in sede di giudizio: sistema probatorio, regole di giudizio e formule terminative.

Complimenti all’Unione delle Camere Penali per l’ottima organizzazione e grazie dei tanti approfondimenti e spunti di riflessione in una materia in cui -nonostante siano passati 20 anni dal D.Lgv- bisogna ancora sperimentare ed osare!

Processo penale telematico e responsabilità amministrativa dell’ente…ultime partecipazioni

-Partecipazione al webinar: “Processo penale telematico: novità normative e tecniche di deposito”, organizzato da Giuffrè Francis Lefebvre in data 18 febbraio 2021.

-Partecipazione al webinar “La responsabilità amministrativa dell’ente dalle origini al futuro: un percorso guidato tra storia, Costituzione, fonti sovranazionali e prospettive; Natura,destinatari e autonomia della responsabilità amministrativa dell’ente”, organizzato da Unione delle Camere penali italiane in data 29 gennaio 2021.

-Partecipazione al webinar: “L’elemento soggettivo dell’illecito amministrativo dell’ente: la colpa in organizzazione; L’elemento oggettivo dell’illecito amministrativo dell’ente: gli apicali e i sottoposti; l’interesse e il vantaggio”, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 12 febbraio 2021.

-Partecipazione al webinar:” Dalla sanzione al premio: un percorso guidato tra varie tipologie di sanzioni amministrative, casi di riduzione, sostituzioni e condotte riparatorie; Le varie tipologie di confisca presenti all’interno del D.Lgs. 231/2001″, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 26 febbraio 2021.

-Partecipazione al webinar: “Il modello di organizzazione e di gestione in prospettiva statica: tipologie e contenuti variabili; Il modello di organizzazione e di gestione nella prospettiva dinamica: il modello di organizzazione e di gestione come nuovo mezzo di prova e la sua valutazione; L’organismo di vigilanza: aspetti sostanziali e attività operative”, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 12 marzo 2021.

-Partecipazione al webinar: “Responsabilità dell’ente e reati contro la Pubblica Amministrazione ai danni dello Stato; Responsabilità dell’ente e reati societari”, organizzato da Unione delle Camere Penali Italiane in data 26 marzo 2021.

Conviventi more uxorio e carta di soggiorno: “ll mio partner è straniero, come può ottenere il permesso di soggiorno?”

Interessante pronuncia del Tribunale di Modena (Decreto 370/2020 del 7 febbraio 2020) che garantisce il “diritto all’unità familiare, costituzionalmente garantito” per quelle coppie, sempre di più, formate da cittadino italiano e partner extracomunitario, privo di permesso di soggiorno o con permesso in scadenza.

Si creava in questi casi un empasse nel procedimento di regolarizzazione e della convivenza e del partner straniero, perchè, anche nel caso in cui la coppia fosse unita da un regolare contratto di convivenza, l’anagrafe  non procedeva a registrare tale contratto per mancanza del requisito dell’iscrizione anagrafica previsto dall’art. 1 c. 37  della L. 76/2016 e la Questura non rilasciava il documento di soggiorno per mancanza della registrazione del contratto di convivenza, ai sensi del D. Lgs. 30/2007, artt. 3 c. 2 lett. b) ed art. 9, c. 5 5, lett. c-bis.

Il Tribunale di Modena, riconoscendo l’irreparabilità e la gravità del pregiudizio derivabile dalla possibile espulsione del partner straniero, ha ordinato al Comune competente di procedere con l’iscrizione anagrafica del partner straniero e l’annotazione del contratto di convivenza.

E’ pertanto ora possibile, per le coppie conviventi more uxorio, formate da un cittadino italiano ed uno straniero, rivolgersi ad un avvocato o ad un notaio per “sancire” la propria stabile unione in un contratto di convivenza, che l’avvocato o il notaio provvederà, nei 10 giorni successivi, ad inoltrare all’anagrafe competente chiedendo la registrazione.

Fatto ciò, il partner straniero potrà rivolgersi alla Questura per chiedere la carta di soggiorno quale familiare extra UE di cittadino italiano, ai sensi del D. lgv. 30/2007.

 

 

PILLOLE di ..231

Cos’è il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo?

Il Modello previsto dal D. Lgs. n. 231/01 è un documento finalizzato a prevenire la commissione dei reati di cui agli artt. 24 ss. del Decreto, attraverso l’individuazione di procedure idonee ad evitare il rischio di commissione dei suddetti reati. L’adozione del Modello da parte delle Società comporta notevoli vantaggi a livello processuale: infatti, l’art. 6 del Decreto prevede che l’Ente sia esente da responsabilità per uno dei reati commessi da un soggetto apicale o da un dipendente nell’interesse o a vantaggio della società, laddove si dimostri l’adozione e l’attuazione efficace del MOG.

 

L’Ente è sempre responsabile in caso di contestazione di uno dei reati previsti dal Decreto?

Oltre all’ipotesi citata (aver adottato ed efficacemente attuato il MOG prima della commissione del reato), l’Ente è esente da responsabilità, ai sensi dell’art. 6 del Decreto, quando:

  • ha affidato ad un Organismo, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello nonché di curarne l’aggiornamento;
  • il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il MOG;
  • non vi è stata omessa o carente vigilanza da parte dell’OdV.

 

Quando si applica la sanzione amministrativa pecuniaria?

Ai sensi dell’art. 10 del Decreto, per l’illecito amministrativo dipendente da reato si applica sempre la sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione pecuniaria viene applicata per quote in un numero non inferiore a cento né superiore a mille. L’importo di una quota va da un minimo di € 258,23 ad un massimo di € 1549,37.Non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

 

Quali sanzioni si applicano all’Ente?

  1. Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reatosono:
  2. a) la sanzione pecuniaria;
  3. b) le sanzioni interdittive;
  4. c) la confisca;
  5. d) la pubblicazione della sentenza.
  6. Le sanzioni interdittive sono:
  7. a) l’interdizione dall’esercizio dell’attività;
  8. b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
  9. c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
  10. d) l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;
  11. e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi.   

A norma dell’art. 12 del Decreto, le sanzioni pecuniarie possono essere ridotte. Il successivo art. 13 stabilisce che:

  1. Le sanzioni interdittive si applicano in relazione ai reati per i quali sono espressamente previste, quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
  2. a) l’ente ha tratto dal reatoun profitto di rilevante entità e il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all’altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative;
  3. b) in caso di reiterazione degli illeciti.
  4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 25, comma 5, le sanzioni interdittive hanno una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.
  5. Le sanzioni interdittive non si applicano nei casi previsti dall’articolo 12, comma 1.

Infine, l’art. 17 prevede che “Ferma l’applicazione delle sanzioni pecuniarie, le sanzioni interdittive non si applicano quando, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, concorrono le seguenti condizioni:

  1. a) l’ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si è comunque efficacemente adoperato in tal senso;
  2. b) l’ente ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  3. c) l’ente ha messo a disposizione il profitto  conseguito ai fini della confisca.”

 

 

 

 

COLLABORIAMO?!

Cerco collaboratore/collaboratrice praticante forense, animato/a dalla voglia di imparare “sul campo” gli svariati aspetti della Professione di Avvocato, senza smettere di studiare e di rimanere aggiornato/a, assieme a me ed agli altri componenti dello Studio.

E’ mio interesse offrire e mantenere un ambiente di lavoro sereno, piacevole e stimolante.

Ti aspetto!

Convegni, partecipazioni, seminari di aggiornamento

Quasi a chiusura di questo anno, in cui siamo stati catapultati dagli incontri in presenza ai webinar, alcuni degli eventi a cui ho partecipato:

  • ” L’accesso agli atti e alle Banche dati della Pubblica Amministrazione, quali strumenti istruttori nei processi di famiglia”, organizzato dall’Osservatorio Nazionale in diritto di famiglia, Sezione di Modena, in Modena, presso la Residenza San Filippo Neri. 23 gennaio 2020;
  • “Processo penale alla prova dell’emergenza sanitaria: nuove tecnologie e diritti di garanzia”, organizzato dalla Camera Penale di Modena, Webinar del 10 aprile 2020.
  • “La difesa penale in Cassazione: Modulo 1”, organizzato da Fondazione Forense di Bologna, Webinar del 16 giugno 2020;
  • “La difesa penale in Cassazione: Modulo 2”, organizzato da Fondazione Forense di Bologna, Webinar del 23 giugno 2020;
  • “L’attuazione dei provvedimenti non economici del giudice della famiglia”, Organizzato da AIAF Emilia Romagna, 16 novembre 2020, webinar;
  • “Violenza di genere: i vari volti della violenza sulle donne, da vittime a imputate”, organizzato dall’Ordine degli avvocati di Modena, Webinar del 26 novembre 2020;
  • “Liberiamoci dalle mafie”, organizzato dal Comitato Unitario delle Professioni di Modena, Webinar del 4 dicembre 2020;
  • “Il contributo economico nel processo di famiglia e sua quantificazione”, organizzato dall’Osservatorio Nazionale di diritto di famiglia, Webinar del 7 dicembre 2020.

BANCAROTTA? NO, GRAZIE!

La resilienza del buon imprenditore alla fine premia, se supportata da una difesa mirata ed efficace.

La vicenda seguita dallo Studio Legale dell’Avvocato Annalisa Tironi trae le sue origini dalla contestazione dei reati di bancarotta fraudolenta documentale e semplice (artt. 216, co. 1 n. 2 e 217, co. 1 n. 4 ) al Presidente ed al Vice Presidente di un’azienda del modenese.

In particolare, a parere degli inquirenti, la prima figura di reato contestata consisteva nell’aver tenuto il registro dei beni ammortizzabili in modo tale da rendere impossibile la ricostruzione dei beni della società fallita; la bancarotta semplice, invero, secondo la tesi accusatoria, consisteva nell’aver aggravato il dissesto societario, astenendosi dal richiedere per tempo la dichiarazione di fallimento della società, nonostante la medesima, già da tempo, versasse in grave stato di difficoltà.

La Difesa ha rilevato (avvalendosi  di un Consulente tecnico dalla stessa nominato) che, per quanto riguarda il registro dei beni ammortizzabili, esso non appartiene all’elenco delle scritture contabili obbligatorie ai sensi dell’art. 2214 c.c., per cui la mancanza o mal tenuta dello stesso non può rappresentare elemento oggettivo del reato di bancarotta fraudolenta; ad ogni qual modo, la Difesa ha documentato come fosse stato possibile ricostruire l’andamento economico della società ed, attraverso le schede contabili della società, la consistenza patrimoniale della stessa.

In ordine al secondo punto del capo d’imputazione, la Difesa ha rilevato, anche attraverso l’interrogatorio del Presidente del Cda, attraverso l’escussione, ad indagini difensive, della responsabile amministrativa dell’azienda e del precedente legale che curava gli aspetti civilistici della società ed attraverso numerose produzioni documentali, come il “grave stato di difficoltà” in cui versava l’Azienda all’epoca incriminata, non coincidesse con un vero e proprio stato d’insolvenza, cui avrebbe dovuto far seguito l’istanza di fallimento.

Tanto emergeva dall’esame delle scritture contabili, che permetteva di posticipare, rispetto all’imputazione, in epoca assolutamente prossima all’istanza di fallimento lo stato di decozione della società.

A medesima conclusione la Difesa giungeva documentando come l’azienda poi fallita vantasse, nel periodo in cui, secondo il PM, sarebbe stata in grave difficoltà, un cospicuo portafoglio clienti ed avesse attuato precise scelte societarie per risollevare il proprio andamento; altresì, la Difesa provava come l’inesigibilità dei crediti non fosse nota al Presidente ed al Vice Presidente al momento della loro iscrizione e come gli stessi avessero cercato, anche per il tramite di garanzie personali, di ottenere dei finanziamenti per la società.

Il consulente di parte, poi, escludeva che la prosecuzione dell’attività avesse aggravato il dissesto, dimostrando invero come avesse comportato dei benefici in termini di riduzione del passivo totale della società fallita.

All’Udienza Preliminare la Difesa sceglieva di celebrare il processo con il rito abbreviato ed il Giudice accoglieva in toto la tesi difensiva, pronunciando assoluzione con formula pienaperché il fatto non sussiste”.

Emilia Romagna: fase 2 o fase 3?!

Mi pare di essere già in una fase 3, anche se si chiama 2.

Dal 4 maggio ad oggi c’è stata una evoluzione incessante, continua, repentina (spero non troppo!).

Il 5 maggio ho dovuto praticamente obbligare i miei figli ad oltrepassare il cancello di casa, nel quale erano rinchiusi da mesi, per un pò di sport, solo tra noi, all’aria aperta.

Ieri ci siamo concessi il lusso di fermarci a prendere un gelato ed abbiamo anche trovato i tavolini fuori dalla gelateria..ero quasi scioccata da cotanta normalità!

Con l’ordinanza n. 82 del 17 maggio 2020 del Presidente della Regione Emilia Romagna abbiamo di colpo riacquistato piena libertà di movimento all’interno della nostra Regione e la riapertura, al più tardi prorogata al 25 maggio p.v., di quasi tutti i settori.

Sono alle porte accordi per gli spostamenti tra le regioni  confinanti..attendiamo..intanto..mi par di sognare!

Speriamo bene!

 

 

FINALMENTE RIPARTONO LE UDIENZE!

Che poi che cos’è un avvocato senza le udienze?!

…Covid, fase 2. In Italia se ne parla già dal 4 maggio, ma nel mondo giustizia la fase 2 è iniziata l’11 maggio, quando -finalmente, dico io!- sono riniziate le udienze.

Poche, a dire il vero, secondo le disposizioni impartite dal Presidente del Tribunale di Modena, come già da me indicato nel post del 23 aprile u.s., che si può trovare nel mio blog (https://www.avvocato-modena.com/wp-admin/post.php?post=835&action=edit).

Ma piano piano si rinizia, anche se siamo in attesa delle effettive disposizioni relative alle udienze per i mesi di giugno e luglio.

Io ho fatto tre udienze via teams e devo dire che, se certo non può essere un mezzo adeguato per le udienze più complesse, lo trovo invece utile per quelle di rapida celebrazione, con numero di parti limitate e senza testi..in alcuni di questi casi l’utilizzo di teams non compromette la difesa e consente un notevole risparmio di tempo, favorendo quindi la possibilità, in attesa dell’udienza, di dedicarsi ad altri fascicoli (senza doversi portare dietro in Tribunale una mole di lavoro notevole).

Noi avvocati abbiamo anche ricevuto, da parte del nostro Consiglio dell’Ordine, in vista della ripartenza, due protocolli sottoscritti con il Tribunale e la Procura, che disciplinano l’accesso alle Cancellerie, prevedendo dei servizi digitali sinora-ahimè- sconosciuti al mondo del procedimento penale….un grande plauso ai Consiglieri che si sono prodigati e l’auspicio che l’accesso telematico alle cancellerie possa continuare anche dopo questa fase emergenziale!

 

 

GRATUITO PATROCINIO

Quanto costa affrontare un processo per difendersi e/o per tutelare i propri diritti ed interessi legittimi? Cosa prevede la legge per i non abbienti?

L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, meglio nota come gratuito patrocinio, trova fondamento normativo nella Costituzione italiana, che all’art. 24 prevede che “sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione” e nel DPR 115/02 che nella parte III disciplina l’istituto de quo.

L’art. 74 del T.U. sulle spese di giustizia stabilisce che “è assicurato il patrocinio nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

E’, altresì, assicurato il patrocinio nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del cittadino non abbiente quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate”.

Si delinea , pertanto, una prima differenza tra processo penale e processo civile, secondo cui nulla quaestio per il primo, mentre in ambito civile le pretese non devono essere manifestamente infondate.

E’ possibile, quindi, richiedere di essere ammessi al gratuito patrocinio per ogni stato e grado del giudizio e per le eventuali procedure connesse.

In caso di rigetto della domanda di ammissione, l’interessato può proporre ricorso, entro venti giorni dalla notifica del provvedimento, davanti al presidente del Tribunale o al presidente della Corte d’Appello ai quali appartiene il magistrato che ha emesso il decreto di rigetto.

Allo stesso modo, il Magistrato competente può emettere decreto di revoca del beneficio laddove siano venuti meno i requisiti e sussistano , quindi, le condizioni di cui all’art. 112 T.U.

Avverso tale provvedimento è  possibile, altresì, proporre ricorso.

Lo Stato ha, in ogni caso, diritto di recuperare in danno dell’interessato le somme eventualmente pagate successivamente alla revoca del provvedimento di ammissione (art. 86 DPR 115/02).

Una volta ammessi al gratuito patrocinio, alcune spese sono gratuite, altre sono anticipate dall’Erario.

L’ammissione al patrocinio è, invece, esclusa – a norma dell’art. 121 DPR 115/02 – nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti.

Vi sono, infine, altre eccezioni alle norme finora esposte.

Ad esempio, nei procedimenti penali concernenti i reati di cui agli artt. 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale la persona offesa può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dalla legge.

Nei procedimenti che interessano i minori, il tutore o il curatore speciale possono chiedere di beneficiare dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle situazioni in cui il minore non disponga di reddito autonomo e /o si trovi in una situazione di conflitto di interessi con i propri genitori.

E’ bene, infine, che sin dal primo incontro l’avvocato durante il colloquio informi la persona della possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio e se lo stesso è iscritto nell’elenco apposito di cui si è già detto.