BANCAROTTA? NO, GRAZIE!

La resilienza del buon imprenditore alla fine premia, se supportata da una difesa mirata ed efficace.

La vicenda seguita dallo Studio Legale dell’Avvocato Annalisa Tironi trae le sue origini dalla contestazione dei reati di bancarotta fraudolenta documentale e semplice (artt. 216, co. 1 n. 2 e 217, co. 1 n. 4 ) al Presidente ed al Vice Presidente di un’azienda del modenese.

In particolare, a parere degli inquirenti, la prima figura di reato contestata consisteva nell’aver tenuto il registro dei beni ammortizzabili in modo tale da rendere impossibile la ricostruzione dei beni della società fallita; la bancarotta semplice, invero, secondo la tesi accusatoria, consisteva nell’aver aggravato il dissesto societario, astenendosi dal richiedere per tempo la dichiarazione di fallimento della società, nonostante la medesima, già da tempo, versasse in grave stato di difficoltà.

La Difesa ha rilevato (avvalendosi  di un Consulente tecnico dalla stessa nominato) che, per quanto riguarda il registro dei beni ammortizzabili, esso non appartiene all’elenco delle scritture contabili obbligatorie ai sensi dell’art. 2214 c.c., per cui la mancanza o mal tenuta dello stesso non può rappresentare elemento oggettivo del reato di bancarotta fraudolenta; ad ogni qual modo, la Difesa ha documentato come fosse stato possibile ricostruire l’andamento economico della società ed, attraverso le schede contabili della società, la consistenza patrimoniale della stessa.

In ordine al secondo punto del capo d’imputazione, la Difesa ha rilevato, anche attraverso l’interrogatorio del Presidente del Cda, attraverso l’escussione, ad indagini difensive, della responsabile amministrativa dell’azienda e del precedente legale che curava gli aspetti civilistici della società ed attraverso numerose produzioni documentali, come il “grave stato di difficoltà” in cui versava l’Azienda all’epoca incriminata, non coincidesse con un vero e proprio stato d’insolvenza, cui avrebbe dovuto far seguito l’istanza di fallimento.

Tanto emergeva dall’esame delle scritture contabili, che permetteva di posticipare, rispetto all’imputazione, in epoca assolutamente prossima all’istanza di fallimento lo stato di decozione della società.

A medesima conclusione la Difesa giungeva documentando come l’azienda poi fallita vantasse, nel periodo in cui, secondo il PM, sarebbe stata in grave difficoltà, un cospicuo portafoglio clienti ed avesse attuato precise scelte societarie per risollevare il proprio andamento; altresì, la Difesa provava come l’inesigibilità dei crediti non fosse nota al Presidente ed al Vice Presidente al momento della loro iscrizione e come gli stessi avessero cercato, anche per il tramite di garanzie personali, di ottenere dei finanziamenti per la società.

Il consulente di parte, poi, escludeva che la prosecuzione dell’attività avesse aggravato il dissesto, dimostrando invero come avesse comportato dei benefici in termini di riduzione del passivo totale della società fallita.

All’Udienza Preliminare la Difesa sceglieva di celebrare il processo con il rito abbreviato ed il Giudice accoglieva in toto la tesi difensiva, pronunciando assoluzione con formula pienaperché il fatto non sussiste”.

Emilia Romagna: fase 2 o fase 3?!

Mi pare di essere già in una fase 3, anche se si chiama 2.

Dal 4 maggio ad oggi c’è stata una evoluzione incessante, continua, repentina (spero non troppo!).

Il 5 maggio ho dovuto praticamente obbligare i miei figli ad oltrepassare il cancello di casa, nel quale erano rinchiusi da mesi, per un pò di sport, solo tra noi, all’aria aperta.

Ieri ci siamo concessi il lusso di fermarci a prendere un gelato ed abbiamo anche trovato i tavolini fuori dalla gelateria..ero quasi scioccata da cotanta normalità!

Con l’ordinanza n. 82 del 17 maggio 2020 del Presidente della Regione Emilia Romagna abbiamo di colpo riacquistato piena libertà di movimento all’interno della nostra Regione e la riapertura, al più tardi prorogata al 25 maggio p.v., di quasi tutti i settori.

Sono alle porte accordi per gli spostamenti tra le regioni  confinanti..attendiamo..intanto..mi par di sognare!

Speriamo bene!

 

 

FINALMENTE RIPARTONO LE UDIENZE!

Che poi che cos’è un avvocato senza le udienze?!

…Covid, fase 2. In Italia se ne parla già dal 4 maggio, ma nel mondo giustizia la fase 2 è iniziata l’11 maggio, quando -finalmente, dico io!- sono riniziate le udienze.

Poche, a dire il vero, secondo le disposizioni impartite dal Presidente del Tribunale di Modena, come già da me indicato nel post del 23 aprile u.s., che si può trovare nel mio blog (https://www.avvocato-modena.com/wp-admin/post.php?post=835&action=edit).

Ma piano piano si rinizia, anche se siamo in attesa delle effettive disposizioni relative alle udienze per i mesi di giugno e luglio.

Io ho fatto tre udienze via teams e devo dire che, se certo non può essere un mezzo adeguato per le udienze più complesse, lo trovo invece utile per quelle di rapida celebrazione, con numero di parti limitate e senza testi..in alcuni di questi casi l’utilizzo di teams non compromette la difesa e consente un notevole risparmio di tempo, favorendo quindi la possibilità, in attesa dell’udienza, di dedicarsi ad altri fascicoli (senza doversi portare dietro in Tribunale una mole di lavoro notevole).

Noi avvocati abbiamo anche ricevuto, da parte del nostro Consiglio dell’Ordine, in vista della ripartenza, due protocolli sottoscritti con il Tribunale e la Procura, che disciplinano l’accesso alle Cancellerie, prevedendo dei servizi digitali sinora-ahimè- sconosciuti al mondo del procedimento penale….un grande plauso ai Consiglieri che si sono prodigati e l’auspicio che l’accesso telematico alle cancellerie possa continuare anche dopo questa fase emergenziale!

 

 

GRATUITO PATROCINIO

Quanto costa affrontare un processo per difendersi e/o per tutelare i propri diritti ed interessi legittimi? Cosa prevede la legge per i non abbienti?

L’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, meglio nota come gratuito patrocinio, trova fondamento normativo nella Costituzione italiana, che all’art. 24 prevede che “sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione” e nel DPR 115/02 che nella parte III disciplina l’istituto de quo.

L’art. 74 del T.U. sulle spese di giustizia stabilisce che “è assicurato il patrocinio nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

E’, altresì, assicurato il patrocinio nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione, per la difesa del cittadino non abbiente quando le sue ragioni risultino non manifestamente infondate”.

Si delinea , pertanto, una prima differenza tra processo penale e processo civile, secondo cui nulla quaestio per il primo, mentre in ambito civile le pretese non devono essere manifestamente infondate.

E’ possibile, quindi, richiedere di essere ammessi al gratuito patrocinio per ogni stato e grado del giudizio e per le eventuali procedure connesse.

In caso di rigetto della domanda di ammissione, l’interessato può proporre ricorso, entro venti giorni dalla notifica del provvedimento, davanti al presidente del Tribunale o al presidente della Corte d’Appello ai quali appartiene il magistrato che ha emesso il decreto di rigetto.

Allo stesso modo, il Magistrato competente può emettere decreto di revoca del beneficio laddove siano venuti meno i requisiti e sussistano , quindi, le condizioni di cui all’art. 112 T.U.

Avverso tale provvedimento è  possibile, altresì, proporre ricorso.

Lo Stato ha, in ogni caso, diritto di recuperare in danno dell’interessato le somme eventualmente pagate successivamente alla revoca del provvedimento di ammissione (art. 86 DPR 115/02).

Una volta ammessi al gratuito patrocinio, alcune spese sono gratuite, altre sono anticipate dall’Erario.

L’ammissione al patrocinio è, invece, esclusa – a norma dell’art. 121 DPR 115/02 – nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti.

Vi sono, infine, altre eccezioni alle norme finora esposte.

Ad esempio, nei procedimenti penali concernenti i reati di cui agli artt. 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale la persona offesa può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dalla legge.

Nei procedimenti che interessano i minori, il tutore o il curatore speciale possono chiedere di beneficiare dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle situazioni in cui il minore non disponga di reddito autonomo e /o si trovi in una situazione di conflitto di interessi con i propri genitori.

E’ bene, infine, che sin dal primo incontro l’avvocato durante il colloquio informi la persona della possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio e se lo stesso è iscritto nell’elenco apposito di cui si è già detto.

 

COVID-19: NUOVE MISURE IN VIGORE DAL 4 MAGGIO

E’ stato pubblicato ieri il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che indica, oltre a disposizioni specifiche per determinati settori, quali sono le misure che entreranno in vigore dal 4 maggio p.v. per fronteggiare l’epidemia da COVID-19 e che coinvolgeranno TUTTE le PERSONE sull’INTERO TERRITORIO NAZIONALE.

Ecco le principali:

  1. Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità (tra le quali gli spostamenti per incontrare congiunti), purchè venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie  respiratorie (art. 1.a);
  2. E’ fatto in ogni caso divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in una regione diversa da quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è consentito in ogni caso il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (art. 1.a);
  3. E’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o privati (art. 1.d);
  4. E’ consentito l’accesso ai parchi, alle ville ed ai giardini pubblici, a condizione che non si formino assembramenti e che venga rispettata la distanza interpersonale di un metro (art. 1.e);
  5. Non è consentita attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere attività sportiva o  motoria individualmente (o con accompagnatore per quanto riguarda i minori o le persone non autosufficienti), purchè nel rispetto di due metri di distanza interpersonale in caso di attività sportiva e di un metro per le altre attività (art. 1.f);
  6. Sono sospese le manifestazioni organizzate sia in luoghi pubblici che privati e le cerimonie civili e religiose; sono consentite le cerimonie funebri con al massimo 15 partecipanti  che indossino i dispositivi di sicurezza e rispettino la distanza interpersonale di un metro (art. 1.i);
  7. Rimangono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado (art. 1.k);
  8. E’ obbligatorio usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico; sono esonerati dall’obbligo i bambini sotto i 6 anni e e soggetti con forme di disabilità incompatibili con tale strumentazione (art. 3 comma 2).

L’art. 10 del Decreto prevede che si continuino ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni.

Al momento, quindi, in Emilia Romagna valgono ancora le disposizioni date dal Presidente della Regione; attendiamo la modifica anche di tali disposizioni.

 

 

IL CAPO FAMIGLIA

Qualche tempo fa, in treno, ero accanto a due signori, all’apparenza amici di lunga data ed, incolpevolmente, mi sono trovata ad ascoltare quello che si dicevano.

Uno dei due raccontava all’altro che il proprio figlio era in procinto di separarsi dalla moglie e ad un tratto, nel tentativo di affermare che il figlio si era sempre comportato correttamente, sia con la moglie che con i figli, esclamava:”E’ sempre stato proprio un buon capo famiglia!”.

A sentire tali parole sono trasalita, per un attimo, quasi come se quel signore avesse detto qualcosa di sconveniente o di vietato, tanto era che non sentivo usare il termine “capo famiglia”.

Stavo per dirglielo, che la parola “capo famiglia” non è più contemplata nel nostro ordinamento, che non va bene parlare di capo e che il marito e la moglie hanno gli stessi diritti e doveri.

Ma poi ho taciuto, anche per evitare che mi apostrofassero con un meritato “Si faccia i fatti suoi!” e ho iniziato a riflettere.

Ho pensato a quanto siamo politically correct, con il nostro “potestà genitoriale”, “genitore 1” e “genitore 2”, diritto del “collocatario” e diritto “di visita”, a quanto ci riempiamo la bocca dei diritti di tutti, in particolare di quelli che fanno più scalpore, ma quanto spesso viene calpestato uno dei diritti più naturali del mondo, quello del padre.

Pare quasi che, nella foga di eliminare il capo famiglia, lo abbiamo relegato sotto il piedistallo su cui abbiamo messo  la donna, a prescindere.

A quanti padri che sono bravi padri viene ancora oggi concesso un tempo per stare con i figli che è uno scarto se paragonato a quello concesso alla madre solo perchè è la madre?

Quante madri ancora oggi usano i figli come merce di scambio per ottenere solo di più, in termini economici, dal coniuge?

Quante madri negano in tutti i modi il diritto del padre di stare con i figli, a volte anche portandoli lontano?

I casi sono tanti, anche se i magistrati pare che stiano finalmente, negli ultimi tempi, virando verso il pari collocamento dei figli (mi sto riferendo alle situazioni normali ovvio), ma la strada da percorrere è ancora lunga per poter parlare davvero di uguaglianza tra padri e madri in caso di separazione, sia in termini di tempo da poter trascorrere con i figli, sia in termini economici.

Ed è una cosa che mi fa ribollire il sangue.

Credo che sia ora che la svolta arrivi e che noi avvocati dobbiamo fare di tutto per darvi impulso, innanzitutto piantandola di prendere per oro colato tutto ciò che ci rappresentano le nostre assistite, ma valutando bene caso per caso.

Smettiamola di far si che siano le varie Erodiade, con le loro trame, a fare la storia.

 

TRIBUNALE DI MODENA, FASE 2: LINEE GUIDA.

Sono state rese pubbliche ieri le linee guida assunte dal Tribunale di Modena per la trattazione delle udienze nel periodo successivo all’11 maggio p.v.

Nel settore penale, dal 12 al 31 maggio 2020 continueranno ad essere trattate solo le udienze considerate “urgenti” e poche altre espressamente indicate nelle linee guida.

Permane, pertanto, ahimè, un sostanziale stallo nella ripresa della giustizia penale, anche perchè le linee guida tacciono completamente in ordine alle modalità di ripresa delle attività di cancelleria e di accesso ai fascicoli o deposito atti (se non per le ipotesi sempre urgenti già contemplate in precedenza).

Auspico che quanto prima a noi avvocati arrivino indicazioni in merito.

Non sono ancora certe le linee relative ai mesi di giugno e luglio, che, al momento, prevedono:

per quanto riguarda le udienze del Tribunale: la celebrazione scaglionata delle udienze di smistamento e la celebrazione delle sole udienze di discussione o dibattimentali senza testimoni o con un numero massimo di 4 testimoni se urgenti; contrariamente al solito, le udienze verranno celebrate a porte chiuse.

  • per quanto riguarda le udienze del Gip/Gup: nessuna linea guida è data, per cui al momento pare che si celebreranno regolarmente (ciò probabilmente è dovuto al fatto che, trattandosi in questo caso di udienze in Camera di Consiglio e numericamente più contenute, ne è più facile la trattazione senza che si creino assembramenti).

Discorso a parte è riservato per le udienze del Giudice di Pace o per quelle del Tribunale che si celebrano nella sede del Giudice di Pace (procedimenti che derivano da opposizione a decreto penale di condanna): sono tutte sospese sino al 30 giugno 2020 (!).

 

 

 

NEW: UDIENZE SOSPESE SINO ALL’11 MAGGIO 2020

Rispetto ai precedenti post, segnalo che il D.L. di ieri  (D.L. 8 aprile 2020, n.23) ha prolungato la sospensione delle udienze e dei termini processuali sino all’11 maggio p.v., fatti salvi i casi “di urgenza”, per i quali le udienze comunque si celebreranno.

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento, contatterò telefonicamente o via mail chi ha udienze fissate a breve e sarà mia cura comunicare i rinvii dei procedimenti agli interessati non appena mi verranno notificati dall’Organo Giudiziario.

 

BUONA PASQUA (a porte chiuse)!

Nonostante le porte quest’anno siano -purtroppo- chiuse, faccio A TUTTI VOI I MIEI MIGLIORI AUGURI DI BUONA PASQUA! Con la speranza che Vi arrivino ancora più forti del solito e di poterVi incontrare di persona quanto prima.

Annalisa Tironi

P.S. Salvi i giorni corrispondenti alle Festività Pasquali, lo Studio Legale continua ad essere operativo ed a rimanere a disposizione telefonicamente e in via telematica, per qualsiasi necessità.

Covid-19: nuove sanzioni per chi non rispetta i divieti

L’appena emanato Decreto Legge 25 marzo 2020, n. 19 ha modificato le sanzioni previste solo pochi giorni fa per chi rispetta le misure di contenimento anti Covid-19, in particolare:

  • per chi non rispetta le misure che limitano la circolazione delle persone (la possibilità di allontanamento da casa è prevista solo per spostamenti individuali e limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni), è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 400 ad € 3.000. Se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino ad un terzo (art. 4 c.1). Salvo che il fatto costituisca reato, pertanto, non vale più quanto da me indicato nella mio post del 16 marzo u.s., perchè le suindicate violazioni sono ora di tipo amministrativo, non più penale. Ciò significa che verrà da oggi elevato al contravventore un verbale simile a quello previsto nel caso di violazione del Codice della Strada e che il contravventore, se vorrà, potrà effettuare, nei termini previsti, il pagamento in misura ridotta. Nel caso in cui qualcuno sia incorso nelle suddette violazioni prima di oggi, gli verrà applicata la nuova sanzione amministrativa prevista (in sostituzione di quella penale fino a ieri vigente) nella misura minima, ridotta alla metà (art. 4 c. 8);
  • nel caso di esercizi o attività commerciali, imprenditoriali o professionali che non rispettino le prescrizioni che ne limitano o ne sospendano l’attività , è prevista, altresì, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio dell’attività per un periodo variabile tra 5 e 30 giorni. La chiusura può essere disposta immediatamente per massimo 5 giorni, poi scomputabili durante l’effettiva esecuzione della sanzione amministrativa;
  • nel caso in cui qualcuno violi più volte le suindicate misure volte a contrastare il diffondersi del Covid-19, la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella massima misura (art. 4 c.5);
  • chi è risultato positivo al virus ha il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora (obbligo di quarantena) (art. 1, c. 2 lett. e); in caso di allontanamento, salvo che il fatto costituisca più grave reato, la sanzione prevista è ancora di natura penale (violazione dell’art. 260 del Regio Decreto 27 luglio  1934, n. 1265- Testo Unico delle Leggi Sanitarie) e può comportare la condanna all’arresto da 3 a 18 mesi ed al pagamento di un’ammenda da 500 a 5000 euro.

 

Lo SPORT

“Lo sport educa all’arte dell’attesa.  Prepararsi per anni, rinunciare, fare sacrifici, ridurre la vita a routine. Sforzi da campioni che all’improvviso riguardano tutti.”

Giulia Zonca, Gazzetta di Modena, 24 marzo 2020

 

Io credo che lo sport salvi, in tante situazioni, anche in quella attuale.

Anni fa, quando la reclusione non mi fu imposta dal Governo, ma dalla malattia di uno dei miei figli, facevo saltellando i 7 piani di scale che mi portavano al suo reparto ridacchiando tra me e me, perchè pensavo che, una volta che sarebbe finito tutto, avrei potuto tornare alle gare tutto sommato con un buon allenamento alle spalle, fregando qualche avversaria che mi stava antipatica e che sicuramente mi immaginava fuori dai giochi..

Qualche giorno fa, quando ancora si poteva svolgere attività motoria all’aperto, al Novi Park di Modena sono rimasta incantata a guardare 4/5 ragazzi giovani che si allenavano, disciplinati, concentrati, ben consapevoli dell’allenamento quotidiano che dovevano svolgere quel giorno e perfettamente rispettosi della distanza interpersonale di 1 mt..non sono riuscita a trattenermi dal chiedere loro se appartenessero alla locale società di atletica e la riposta è stata ovviamente “Si!”; ho sorriso e ho pensato che illuminavano Modena e non solo per le magliette colorate.

Ciò che ti da lo sport, quello vero, quello di quando le tabelle di allenamento erano scritte a mano dal tuo allenatore e le corse della domenica si chiamavano tapasciate e i podisti erano podisti, non runners e i professionisti erano davvero solo gli atleti di professione, è la costanza, lo spirito di sacrificio, la testardaggine, lo spirito di rinuncia, il guardare avanti, sempre, l’alimentazione sana ed equilibrata, il non mollare mai, l’uscire sia col sole che con la pioggia e tanto altro ancora…

E allora se ad un certo punto devi stare in casa ti inventi qualche modo per allenarti lo stesso.

E allora se ad un certo punto devi centellinare le scorte, beh..tu sei già abituato all’essenziale.

E allora lo vedi il sole dietro quel cavolo di nuvole, lo vedi comunque, perchè lo sai, dopo tanti allenamenti nella nebbia, al massimo in due perchè anni fa non correva ancora nessuno (mica era di moda!), che poi il sole spunta e che alla fine della corsa ce la fai ad arrivare.

Ringrazio Dio che tanti anni fa mi ha fatto incontrare lo sport, quello vero e il mio allenatore, che mi scriveva gli allenamenti sui bigliettini e mi scortava in bici durante le maratone, nonostante non fossi certo un fenomeno e nonostante che il tempo, spesso, non fosse proprio clemente.

 

Qual’è la peggiore sconfitta? Scoraggiarsi!

Quali sono i migliori insegnanti? I bambini!

                                                                   Madre Teresa

L’EMERGENZA CONTINUA: ulteriori prescrizioni “legali”. Ecco come evolve lo Studio Legale.

Il recentissimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, in un ulteriore tentativo di contrastare l’epidemia in atto, ha stretto ulteriormente la morsa in ordine a tutte le attività produttive industriali e commerciali NON essenziali, sospendendone l’attività sino al 3 aprile p.v., in un ulteriore tentativo di arginare l’epidemia in atto.

Sono da considerarsi essenziali solo le attività indicate nell’All. 1 al medesimo decreto e valgono le specifiche previsioni del Decreto per settori di particolare importanza (es. servizi di pubblica utilità, distribuzione di farmaci, ecc.)

Le attività professionali NON sono sospese, MA devono osservare quanto già previsto all’art. 1 del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020, pertanto devono privilegiare quanto più possibile il lavoro agile e devono comunque lavorare nel rispetto delle distanze interpersonali o, qualora non sia possibile, utilizzando strumenti di protezione individuale.

Per questo lo Studio legale ha chiuso le porte, ma rimane assolutamente operativo in modalità smart working.

Per qualsiasi necessità è possibile, come sempre, contattare lo Studio Legale via mail o telefonicamente ai recapiti indicati sul sito.

Valga sapere che, rispetto all’ultima news pubblicata, anche in ambito giudiziale le restrizioni si sono susseguite in rapida evoluzione: al momento TUTTE le UDIENZE, sia civili che penali, fatte salve quelle espressamente previste e caratterizzate da particolare urgenza e delicatezza sono SOSPESE e rinviate d’ufficio SINO al 15 APRILE 2020 (Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, art. 83).

E’ altresì sospeso, attualmente per il medesimo arco temporale, il decorso dei termini previsti per il compimento degli atti civili e penali, fatte salve tassative eccezioni.

Valga anche sapere che il Tribunale di Modena, così come la maggior parte dei Tribunali, ha ulteriormente limitato gli accessi alle cancellerie, all’UNEP, ecc.. fornendo precise indicazioni a tutti gli iscritti al Foro.

Dobbiamo prendere atto del fatto, quindi, che anche l’attività legale e giudiziale sta subendo forti -ma evidentemente necessari- rallentamenti, ma continua e, per le urgenze, non si ferma MAI.

Per le persone fisiche, occorre sottolineare che, rispetto all’ultima news pubblicata, è intervenuto il Ministero della Salute, con ordinanza del 20 marzo 2020, sancendo, su tutto il territorio nazionale, oltre al rispetto delle direttive già indicate (in concreto uscite consentite solo per motivi di lavoro o di salute o altro di stretta necessità) il divieto di accesso del pubblico a parchi, giardini ecc., il divieto di compiere attività motoria all’aperto, se non in prossimità della propria abitazione e sempre nel rispetto della distanza interpersonale di 1 mt,,, nonchè il divieto, nei giorni festivi e prefestivi e nel giorno precedente al prefestivo e successivo al festivo, di spostamento dall’abitazione principale ad una secondaria.

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato ieri, è fatto altresì divieto, alle persone fisiche, di spostarsi con mezzi pubblici o privati, in un comune diverso da quello in cui si trovano attualmente -anche se non corrispondente a quello di residenza-, se non per assoluta necessità lavorativa, di salute o altra indifferibile urgenza da dichiarare e comprovare.

 

COSA SUCCEDE SE NON RESTO A CASA?

 

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 6 del 23 febbraio 2020, dettato dall’esigenza di tutelare la salute pubblica in questo periodo di emergenza, prevede che “ Salvo che il fatto non costituisca piu’ grave reato, il  mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto e’ punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”; il quale disciplina la contravvenzione dell’inosservanza di provvedimenti dell’Autorità, nello specifico: “ Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

I soggetti che, nella vigenza di questo decreto ed i successivi, non rispettino le prescrizioni impartite di movimento al di fuori della propria abitazione per motivi di lavoro, urgenza mediche o altri casi specifici, commettono la contravvenzione di cui all’art. 650 c.p..

Giova precisare che nel caso in cui gli stessi, fermati dalle forze dell’ordine, dichiarino una falsità (“sto andando a lavoro”), che in base al controllo immediato o successivo delle forze dell’ordine si riveli tale, commettono un più grave reato, ad esempio il reato di cui all’art. 483 c.p. ed in generale, uno dei reati contro la fede pubblica.

Specifico, essendo domande frequenti in questi giorni, che al momento sono consentiti lo sport e l’attività motoria all’aria aperta, purchè venga sempre rispettata la distanza di 1 mt dalle altre persone e che sono CONSENTITI gli spostamenti per esercitare il diritto di visita ai figli, nel caso di coppie – anche di fatto-separate.

Mi preme sottolineare, dato il bombardamento di notizie, spesso infondate, che tutti stiamo subendo in questi giorni, che nel caso in cui si incorra in una delle due violazioni penali suindicate, NON viene chiesto alcun PAGAMENTO di somme immediatamente, cioè NON viene elevato un verbale di contravvenzione simile a quello previsto per le violazioni amministrative (come le violazioni al Codice della Strada ad esempio).

Viene, invece, redatto nei confronti della persona fermata e “sospettata” di essere incorsa in una delle due fattispecie suindicate, un verbale di identificazione, nel quale verranno riportate le generalità della stessa e le verrà chiesto di fornire il nominativo di un difensore di fiducia (in mancanza, gliene verrà nominato uno di ufficio).

Ciò NON equivale neppure ad una CONDANNA penale, bensì rappresenta il primo atto con cui la persona viene a conoscenza di avere un procedimento penale contro.

E’ sicuramente importante, nel caso in cui si dovesse essere fermati, rivolgersi al proprio legale di fiducia in materia penale, affinchè possa, valutato il CASO CONCRETO, predisporre la migliore assistenza possibile.