Marco Bardazzi, HO FATTO TUTTO PER ESSERE FELİCE – Enzo Piccinini, storia di un insolito chirurgo.

L’ho rubato a mio marito questo libro. Glielo avevo regalato io a Natale, incuriosita da quel titolo che parla di un chirurgo e lui chirurgo é.

Credevo che non lo avesse letto, che fosse rimasto in casa abbandonato come il classico regalo di Natale e allora l’ho iniziato perché volevo scoprire chi era, questo Enzo Piccinini e perché gli avevano dedicato un libro.

Di lui fino a pochi giorni fa sapevo solo che era tra i fondatori della scuola Carovana di Modena, perché lo avevo letto anni fa in un piccolo libro per bambini che avevano regalato ai miei figli.

Comunque, com’è o come non è (che poi certe cose arrivano perché doveva andare così) mi sono trovata catapultata nell’entusiasmo travolgente di questo Medico, che non si è mai stancato di apprendere sempre di più, di studiare, di imparare dagli altri, anche dai più giovani e di ascoltare.

Mi ha colpito scoprire che è stato in grado di creare una squadra di professionisti ai quali generosamente passava il proprio sapere, la propria sollecitudine ed i propri contatti, ma dai quali anche era desideroso di apprendere, in un proficuo e serrato scambio e in condivisione.

Per non sedersi, in modo da ricercare sempre la soluzione migliore per il paziente e la sua famiglia.

Piccinini era empatico, stava proprio con il paziente, lo “accompagnava” e questo mi è sembrato incredibile.

È una di quelle storie che fanno pensare, che ti spronano, come chiedeva lui “a mettere il  cuore in quello che si fa”.

Chirurgo o no.

Avvocato, anche.

 

 

MA, SE MI ASSOLVONO, L’AVVOCATO DEVO PAGARLO IO?

Ed ecco che finalmente giunge una risposta ad una delle domande più frequenti rivolte all’Avvocato: “Ma, se mi assolvono, l’avvocato devo pagarlo io?”.

Orbene, le spese legali restano sempre a carico della parte, in prima battuta, per la logica e semplice ragione che l’assoluzione è alla fine – non all’inizio – del procedimento, ma, con la Legge di Bilancio per  l’anno 2021, è stato previsto il rimborso delle spese legali sostenute per l’imputato assolto “perché il fatto non sussiste”, “perché l’imputato non ha commesso il reato”, “perché il fatto non costituisce reato”, o con la formula “il fatto non è previsto dalla legge come reato”, a condizione che tale pronuncia non sia intervenuta a seguito della depenalizzazione dei fatti oggetto dell’imputazione.

Il Decreto del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell’Economia e della Finanze, del 20 dicembre 2021, ha definito i criteri e le modalità di erogazione di tale rimborso delle spese legali sostenute.

In particolare, ha previsto che l’imputato debba essere stato assolto con una sentenza divenuta irrevocabile a far data dal 1 gennaio 2021.

La domanda di rimborso delle spese legali deve essere effettuata attraverso la piattafomra telematica accessibile dal sito giustizia.it, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.

Per le sole sentenze divenute irrevocabili nel 2021, le istanze potranno essere presentate a partire dal 1 marzo 2022 fino al 30 giugno 2022.

Le istanze di rimborso devono essere presentate dall’imputato o, nel caso di imputati minorenni o incapaci, da chi ne esercita la responsabilità genitoriale o ne ha la rappresentanza legale. In caso di morte dell’imputato, possono essere presentate anche dagli eredi.

L’art. 3 del suindicato Decreto prevede i dati e la documentazione necessari per presentare l’istanza.

Il rimborso è previsto sino ad un massimo di euro 10.500.

E’ importante sapere che NON è previsto il rimborso in determinati casi, tra i quali quando vi sia stata sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione, ovvero per amnistia, nonché qualora vi sia stata l’assoluzione per taluni fatti di reato del capo di imputazione ma la condanna per altri.

Sicuramente, l’avvocato di fiducia potrà indicare al proprio assistito se la sentenza che lo riguarda rientri in una delle ipotesi per le quali è possibile presentare istanza di rimborso delle spese legali sostenute, nonchè la documentazione necessaria.

LA GIUSTIZIA RIPARATIVA: QUALE OPPORTUNITA’!

Ho avuto il privilegio di partecipare, nei mesi scorsi, ad un workshop sulla giustizia riparativa, che mi ha iniziato alle opportunità (di conciliazione? di  riappacificazione? di avvicinamento? di rassegnazione o, meglio, rasserenazione?) che la mediazione penale può offrire.

Di giustizia riparativa si parla (ancora) troppo poco in Italia e anche noi avvocati, forse anche incolpevolmente, perchè presi dal meccanismo processuale, per lo più non la consideriamo o la sottovalutiamo.

Ben vengano quindi eventi formativi, anche per noi addetti ai lavori, che ci spronino a promuovere, con i nostri assistiti, la possibilità di dialogo, di scambio, di incontro, tra la vittima ed il reo, quando voluto e possibile.

Ciò che mi ha profondamente colpito e fatto riflettere, è stato sentire dalla voce delle vittime -non dei rei!- (di reati di vario genere) che ben  avrebbero voluto (e che spesso hanno anche invano ricercato) una possibilità di confronto con il reo,  perchè le avrebbe aiutate a chiudere un cerchio, a riprendere la via, magari anche a “stare meglio”.

Anche perchè spesso le vittime poco sanno del processo ed in esso hanno un ruolo “marginale” o, che comunque, non consente il confronto con il colpevole (o presunto tale).

Mi onoro di pubblicare una breve “Introduzione” sulla giustizia riparativa, scritta dalla Dottoressa Caterina Pongiluppi, Responsabile del servizio di Mediazione del Centro di Giustizia Riparativa Anfora, di cui invito a visitare il sito web, dal quale emerge, altresì, che il servizio offerto dal Centro Anfora è gratuito, libero ed imparziale.

La Giustizia Riparativa può essere definita come un “paradigma di giustizia che coinvolge la vittima, il reo e la comunità nella ricerca di una soluzione che promuova la riparazione, la riconciliazione e il senso di sicurezza collettivo” (H.Zeher, Changing Lenses. A new Focus for Crime and Justice, 1990).

Essa rappresenta, per le persone coinvolte in una vicenda di reato, un’occasione.

Lo è prima di tutto per le vittime, alle quali può offrire uno spazio e un tempo di ascolto e di espressione, libera e custodita, dei propri sentiti in relazione alla vicenda, nella prospettiva di un incontro con l’autore dell’offesa, a cui dire la propria sofferenza e porre le proprie domande. Secondo la cd. “Direttiva vittime”, del resto, tutte le vittime dovrebbero essere informate sui servizi di giustizia riparativa esistenti sul territorio (Dir. 2012/29/UE, art. 4, co.1, lett. J), e potervi accedere.

È un’occasione anche per l’autore del reato. L’incontro faccia a faccia con il dolore causato, l’ascolto dell’altro; ma anche la possibilità di dire ciò che non ha spazio nel processo, perché inopportuno, o perché irrilevante, e di uscire dal ruolo che il fatto stesso ha imposto: costituiscono un’esperienza che può risultare decisiva nell’attraversamento della propria storia e nella riappropriazione del precetto violato (Mazzucato, Consenso alle norme e prevenzione dei reati. Studi sul sistema sanzionatorio penale).

 

Sul territorio dell’Emilia Romagna, sia per vicende che riguardano gli adulti che per reati che coinvolgono le persone minorenni, opera il Centro di Giustizia Riparativa Anfora. Per info e contatti: https://www.anforagiustiziariparativa.com/”

COLLABORIAMO?!

Cerco collaboratore/collaboratrice praticante forense, animato/a dalla voglia di imparare “sul campo” gli svariati aspetti della Professione di Avvocato, senza smettere di studiare e di rimanere aggiornato/a, assieme a me ed agli altri componenti dello Studio.

E’ mio interesse offrire e mantenere un ambiente di lavoro sereno, piacevole e stimolante.

Ti aspetto!

Emilia Romagna: fase 2 o fase 3?!

Mi pare di essere già in una fase 3, anche se si chiama 2.

Dal 4 maggio ad oggi c’è stata una evoluzione incessante, continua, repentina (spero non troppo!).

Il 5 maggio ho dovuto praticamente obbligare i miei figli ad oltrepassare il cancello di casa, nel quale erano rinchiusi da mesi, per un pò di sport, solo tra noi, all’aria aperta.

Ieri ci siamo concessi il lusso di fermarci a prendere un gelato ed abbiamo anche trovato i tavolini fuori dalla gelateria..ero quasi scioccata da cotanta normalità!

Con l’ordinanza n. 82 del 17 maggio 2020 del Presidente della Regione Emilia Romagna abbiamo di colpo riacquistato piena libertà di movimento all’interno della nostra Regione e la riapertura, al più tardi prorogata al 25 maggio p.v., di quasi tutti i settori.

Sono alle porte accordi per gli spostamenti tra le regioni  confinanti..attendiamo..intanto..mi par di sognare!

Speriamo bene!

 

 

FINALMENTE RIPARTONO LE UDIENZE!

Che poi che cos’è un avvocato senza le udienze?!

…Covid, fase 2. In Italia se ne parla già dal 4 maggio, ma nel mondo giustizia la fase 2 è iniziata l’11 maggio, quando -finalmente, dico io!- sono riniziate le udienze.

Poche, a dire il vero, secondo le disposizioni impartite dal Presidente del Tribunale di Modena, come già da me indicato nel post del 23 aprile u.s., che si può trovare nel mio blog (https://www.avvocato-modena.com/wp-admin/post.php?post=835&action=edit).

Ma piano piano si rinizia, anche se siamo in attesa delle effettive disposizioni relative alle udienze per i mesi di giugno e luglio.

Io ho fatto tre udienze via teams e devo dire che, se certo non può essere un mezzo adeguato per le udienze più complesse, lo trovo invece utile per quelle di rapida celebrazione, con numero di parti limitate e senza testi..in alcuni di questi casi l’utilizzo di teams non compromette la difesa e consente un notevole risparmio di tempo, favorendo quindi la possibilità, in attesa dell’udienza, di dedicarsi ad altri fascicoli (senza doversi portare dietro in Tribunale una mole di lavoro notevole).

Noi avvocati abbiamo anche ricevuto, da parte del nostro Consiglio dell’Ordine, in vista della ripartenza, due protocolli sottoscritti con il Tribunale e la Procura, che disciplinano l’accesso alle Cancellerie, prevedendo dei servizi digitali sinora-ahimè- sconosciuti al mondo del procedimento penale….un grande plauso ai Consiglieri che si sono prodigati e l’auspicio che l’accesso telematico alle cancellerie possa continuare anche dopo questa fase emergenziale!

 

 

COVID-19: NUOVE MISURE IN VIGORE DAL 4 MAGGIO

E’ stato pubblicato ieri il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, che indica, oltre a disposizioni specifiche per determinati settori, quali sono le misure che entreranno in vigore dal 4 maggio p.v. per fronteggiare l’epidemia da COVID-19 e che coinvolgeranno TUTTE le PERSONE sull’INTERO TERRITORIO NAZIONALE.

Ecco le principali:

  1. Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità (tra le quali gli spostamenti per incontrare congiunti), purchè venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie  respiratorie (art. 1.a);
  2. E’ fatto in ogni caso divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in una regione diversa da quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è consentito in ogni caso il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (art. 1.a);
  3. E’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o privati (art. 1.d);
  4. E’ consentito l’accesso ai parchi, alle ville ed ai giardini pubblici, a condizione che non si formino assembramenti e che venga rispettata la distanza interpersonale di un metro (art. 1.e);
  5. Non è consentita attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere attività sportiva o  motoria individualmente (o con accompagnatore per quanto riguarda i minori o le persone non autosufficienti), purchè nel rispetto di due metri di distanza interpersonale in caso di attività sportiva e di un metro per le altre attività (art. 1.f);
  6. Sono sospese le manifestazioni organizzate sia in luoghi pubblici che privati e le cerimonie civili e religiose; sono consentite le cerimonie funebri con al massimo 15 partecipanti  che indossino i dispositivi di sicurezza e rispettino la distanza interpersonale di un metro (art. 1.i);
  7. Rimangono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado (art. 1.k);
  8. E’ obbligatorio usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico; sono esonerati dall’obbligo i bambini sotto i 6 anni e e soggetti con forme di disabilità incompatibili con tale strumentazione (art. 3 comma 2).

L’art. 10 del Decreto prevede che si continuino ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni.

Al momento, quindi, in Emilia Romagna valgono ancora le disposizioni date dal Presidente della Regione; attendiamo la modifica anche di tali disposizioni.

 

 

TRIBUNALE DI MODENA, FASE 2: LINEE GUIDA.

Sono state rese pubbliche ieri le linee guida assunte dal Tribunale di Modena per la trattazione delle udienze nel periodo successivo all’11 maggio p.v.

Nel settore penale, dal 12 al 31 maggio 2020 continueranno ad essere trattate solo le udienze considerate “urgenti” e poche altre espressamente indicate nelle linee guida.

Permane, pertanto, ahimè, un sostanziale stallo nella ripresa della giustizia penale, anche perchè le linee guida tacciono completamente in ordine alle modalità di ripresa delle attività di cancelleria e di accesso ai fascicoli o deposito atti (se non per le ipotesi sempre urgenti già contemplate in precedenza).

Auspico che quanto prima a noi avvocati arrivino indicazioni in merito.

Non sono ancora certe le linee relative ai mesi di giugno e luglio, che, al momento, prevedono:

per quanto riguarda le udienze del Tribunale: la celebrazione scaglionata delle udienze di smistamento e la celebrazione delle sole udienze di discussione o dibattimentali senza testimoni o con un numero massimo di 4 testimoni se urgenti; contrariamente al solito, le udienze verranno celebrate a porte chiuse.

  • per quanto riguarda le udienze del Gip/Gup: nessuna linea guida è data, per cui al momento pare che si celebreranno regolarmente (ciò probabilmente è dovuto al fatto che, trattandosi in questo caso di udienze in Camera di Consiglio e numericamente più contenute, ne è più facile la trattazione senza che si creino assembramenti).

Discorso a parte è riservato per le udienze del Giudice di Pace o per quelle del Tribunale che si celebrano nella sede del Giudice di Pace (procedimenti che derivano da opposizione a decreto penale di condanna): sono tutte sospese sino al 30 giugno 2020 (!).

 

 

 

Covid-19: nuove sanzioni per chi non rispetta i divieti

L’appena emanato Decreto Legge 25 marzo 2020, n. 19 ha modificato le sanzioni previste solo pochi giorni fa per chi rispetta le misure di contenimento anti Covid-19, in particolare:

  • per chi non rispetta le misure che limitano la circolazione delle persone (la possibilità di allontanamento da casa è prevista solo per spostamenti individuali e limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni), è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 400 ad € 3.000. Se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino ad un terzo (art. 4 c.1). Salvo che il fatto costituisca reato, pertanto, non vale più quanto da me indicato nella mio post del 16 marzo u.s., perchè le suindicate violazioni sono ora di tipo amministrativo, non più penale. Ciò significa che verrà da oggi elevato al contravventore un verbale simile a quello previsto nel caso di violazione del Codice della Strada e che il contravventore, se vorrà, potrà effettuare, nei termini previsti, il pagamento in misura ridotta. Nel caso in cui qualcuno sia incorso nelle suddette violazioni prima di oggi, gli verrà applicata la nuova sanzione amministrativa prevista (in sostituzione di quella penale fino a ieri vigente) nella misura minima, ridotta alla metà (art. 4 c. 8);
  • nel caso di esercizi o attività commerciali, imprenditoriali o professionali che non rispettino le prescrizioni che ne limitano o ne sospendano l’attività , è prevista, altresì, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio dell’attività per un periodo variabile tra 5 e 30 giorni. La chiusura può essere disposta immediatamente per massimo 5 giorni, poi scomputabili durante l’effettiva esecuzione della sanzione amministrativa;
  • nel caso in cui qualcuno violi più volte le suindicate misure volte a contrastare il diffondersi del Covid-19, la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella massima misura (art. 4 c.5);
  • chi è risultato positivo al virus ha il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora (obbligo di quarantena) (art. 1, c. 2 lett. e); in caso di allontanamento, salvo che il fatto costituisca più grave reato, la sanzione prevista è ancora di natura penale (violazione dell’art. 260 del Regio Decreto 27 luglio  1934, n. 1265- Testo Unico delle Leggi Sanitarie) e può comportare la condanna all’arresto da 3 a 18 mesi ed al pagamento di un’ammenda da 500 a 5000 euro.